Apparentemente senza vita. Apparentemente perché i suoi abitanti hanno dovuto nascondersi da un nemico che li minacciava senza farsi vedere. E loro non hanno potuto far altro che ricorrere all' unica strategia che avevano a disposizione: non farsi trovare. La città era vuota, nessuno poteva uscire e girare liberamente, anche se la libertà individuale è un diritto fondamentale di ognuno di noi. Ma in quel momento abbiamo dovuto riconsiderare tale diritto, per una causa, per un diritto ancora più importante della libertà individuale: la libertà collettiva. In quel momento era giusto fare così. Si è richiesto quindi all' intera popolazione, incredibile e direi anche cosa molto angosciante, di restarsene per un po' nella propria abitazione e di osservare delle rigidissime regole, unica arma allora disponibile per combattere un nemico temibilissimo giunto tra noi all'improvviso e intenzionato ad ucciderci.
Roma quindi si spense, si svuotò e si fermò, per un tempo che ancora nessuno conosceva, ed ecco che arrivò un secondo nemico: l' ansia di non sapere cosa stesse succedendo e se ne saremmo usciti vivi.
Eh sì. Esattamente così. Abbiamo avuto paura di morire.
Una volta svuotata dai suoi abitanti, dal loro vociare, dal frastuono che producevano, da tutto, la città eterna rivelò tutte le bellezze che possiede, a cui normalmente,
con il caos che c' è nella vita di tutti i giorni, non ci accorgiamo.
Gli scatti riprendono la città in diversi momenti della giornata e della notte, nelle zone più rappresentative, riconoscibili da chiunque. Scorci meravigliosi di una Roma vuota, con la sua vita sospesa in un limbo, e dove i suoi monumenti erano gli unici padroni.
White Cosmos

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