venerdì 10 marzo 2023

Confessioni e memorie culinarie fantozziane

Siccome l'altra volta è stato scritto un articolo nel quale sono stato dipinto come GiulCacca da un tale, un tristo figuro che si è firmato El Emorroid ma che in realtà è Nonno Elpho; il tranquillo e placido nonnino del nostro blog è in realtà un vendicatore mascherato che si è voluto vendicare in modo ironico delle prese in giro che io faccio sul suo nome sulla chat di soli utenti, deformando il suo nome in tutti i modi possibili ed immaginabili, beh dicevo siccome sono stato dipinto come GiulCacca ho deciso questa volta di confessare a voi tutti che ebbene sì, io mangio e faccio anche la cacca! E che di solito vado pazzo per una serie di pietanze per così dire molteplici, cioè che hanno come tratto comune la molteplicità degli ingredienti. Ci ho messo molto tempo a rendermi conto di questo perché mi sono accorto abbastanza tardi del fatto che io cerco la felicità anche nel cibo e nelle bevande, insomma io sono un vero Fantozzi a 360 gradi, anche quando mi alimento vado in cerca di fantacibi e fantabibite. E dopo svariati anni di abitudini culinarie reiterate ho capito che il segreto della felicità nei cibi è quattro ingredienti. Per lungo tempo non mi spiegavo come mai andassi pazzo per il cappuccino, la pizza e soprattutto il kebab, solo di recente l'ho capito. Il cappuccino è quasi la sola bibita molteplice, a parte i cocktails, cioè contiene due ingredienti, latte e caffè; sarebbe interessante provare a bere delle bibite con quattro ingredienti, tipo mescolare diversi succhi di frutta. La pizza è un cibo potenzialmente molteplice in quanto sulla pizza puoi metterci qualsiasi cosa, si può fare una supercapricciosa tenendo conto del fatto che con la pizza si parte quasi sempre da due ingredienti, l'impasto e il pomodoro. Con la pasta ugualmente si possono modificare piatti tradizionali aggiungendo uno o due ingredienti, ad esempio una carbonara può diventare una carbonara con funghi. Il kebab può essere a 2, 3, 4, 5, 6 o 7 ingredienti...

Fantozzi ragionier Ugo

INCREDIBILE ROMA

 



Quegli scatti visti al Vittoriano, rappresentano qualcosa di molto inconsueto per noi romani: una città completamente vuota. Non perché i suoi abitanti siano tutti morti, ma piuttosto per un motivo che in qualche modo riconduce alla morte: per evitarla. Infatti si tratta di fotografie scattate nei primi drammatici mesi della pandemia di Covid-19 iniziata nel 2020. Almeno qui in Italia. E' stato un periodo molto buio per l' umanità. Tutte le persone sono state costrette a rimanere chiuse in casa per dei mesi, in un lungo lockdown, faticoso, certamente, ma grazie al quale sono state risparmiate tante vite. Ed ecco allora che in quei drammatici momenti sono state scattate foto di una Roma deserta, silenziosa, immobile.

Apparentemente senza vita. Apparentemente perché i suoi abitanti hanno dovuto nascondersi da un nemico che li minacciava senza farsi vedere. E loro non hanno potuto far altro che ricorrere all' unica strategia che avevano a disposizione: non farsi trovare. La città era vuota, nessuno poteva uscire e girare liberamente, anche se la libertà individuale è un diritto fondamentale di ognuno di noi. Ma in quel momento abbiamo dovuto riconsiderare tale diritto, per una causa, per un diritto ancora più importante della libertà individuale: la libertà collettiva. In quel momento era giusto fare così. Si è richiesto quindi all' intera popolazione, incredibile e direi anche cosa molto angosciante, di restarsene per un po' nella propria abitazione e di osservare delle rigidissime regole, unica arma allora disponibile per combattere un nemico temibilissimo giunto tra noi all'improvviso e intenzionato ad ucciderci.

Roma quindi si spense, si svuotò e si fermò, per un tempo che ancora nessuno conosceva, ed ecco che arrivò un secondo nemico: l' ansia di non sapere cosa stesse succedendo e se ne saremmo usciti vivi.

Eh sì. Esattamente così. Abbiamo avuto paura di morire.

Una volta svuotata dai suoi abitanti, dal loro vociare, dal frastuono che producevano, da tutto, la città eterna rivelò tutte le bellezze che possiede, a cui normalmente,
con il caos che c' è nella vita di tutti i 
giorni, non ci accorgiamo.

Gli scatti riprendono la città in diversi momenti della giornata e della notte, nelle zone più rappresentative, riconoscibili da chiunque. Scorci meravigliosi di una Roma vuota, con la sua vita sospesa in un limbo, e dove i suoi monumenti erano gli unici padroni.


White Cosmos

lunedì 22 ottobre 2012

Sempre sulla scia della musica indipendente volevo consigliarvi un altro gruppo, penso vicino a quello dei Pomplamoose che mi ha incuriosito e affascinato parecchio: Foxtails Brigade, musica molto particolare...



venerdì 19 ottobre 2012

Record!!!

Oggi il percorso da casa a lavoro e durato ben un'ora e quaranta... Dico un'ora e quaranta!!!

sabato 16 aprile 2011

Ci risiamo!!!

Ecco, dopo aver ridato un senso all'immagine di questo blog inizierò a scrivere anche un po', ho intenzione di utilizzare questo spazio come spazio personale e semiserio sul Pelmo-Pensiero, perchè lo sguardo acuto di questo piccolo pensatore potrebbe risultare interessante (poi tanto alla fine scrivo io perchè Pelmo con le zampette non riesce)...
A parte gli scherzi pernso proprio che scriverò di qualsiasi cosa mi passi per la mente, dal commento di situzioni personali a fatti di cronaca, dalla musica ai film che più mi piacciono. E a proposito vi lascerei con un gruppo che mi è piaciuto parecchio e che ho scoperto su youtube la settimana scorsa solo a causa del loro nome: i Pomplamoose, e vi pare poco? in pratica si chiamano proprio come il mio Pomelmo!!!


Questa è la canzone con cui io li ho conosciuti, solo perchè mi intrigava il titolo, mi è piaciuta dal primo ascolto ma pian piano ho capito che il lavoro dietro queste videosong è piuttosto complesso e mi sono accorto che oltre la leggerezza dei brani e alla fantastica abilità vocale di Nataly, Jack si occupa di circa un migliaio di strumenti... fantastici davvero!!! vi propongo anche un loro brano originale. Bye!




Pelmo pensiero di oggi:

- In a monster mask you can drive the car,
 in a monster mask you can play guitar...
Voglio anche io una monster mask!

mercoledì 30 marzo 2011